L’albero del the, più conosciuto come tea tree, è un albero di circa 6 metri, le cui foglie si presentano “alternate”; è da questa caratteristica che deriva il suo nome.

Cresce in Australia, dove esistono ormai piantagioni che consentono una buona produzione di olio essenziale, che viene estratto per idrodistillazione dalle foglie quando la pianta è alta almeno 1,5-1,8 metri. La raccolta delle foglie, per l’estrazione dell’olio essenziale, avviene circa ogni due anni, a seconda delle condizioni climatiche.

L’olio essenziale ha colore giallo pallido e un odore che ricorda quello della noce moscata. Ha proprietà germicida sia antiprotozoaria sia fungicida sia battericida. Tali proprietà sono state confermate da studi sia in laboratorio sia su volontari.

L’OMS (organizzazione mondiale della sanità) riconosce l’utilizzo dell’ olio essenziale nella terapia del piede d’atleta e dell’onicomicosi. Viene quindi indicato anche nelle micosi interdigitali e in quelle ungueali, con posologia differente a seconda della patologia.

È molto interessante il suo impiego nelle infezioni vaginali da Candida albicans, perchè, grazie alla sua ottima tollerabilità e mancanza di effetti irritanti sulle mucose, può essere utilizzato anche per periodi prolungati.

Tra le infezioni più comunemente trattate con l’olio essenziale di melaleuca ci sono anche quelle causate da Streptococco e Propionibacterium acnes, motivo per cui viene indicato nella terapia dell’acne come alternativa ad alcuni antibiotici sintetizzati chimicamente.

Utile anche nel trattamento di infiammazioni della mucosa della bocca e mal di gola, se utilizzato come collutorio.

Molta attenzione va posta nella scelta della diluizione corretta dell’olio essenziale a seconda della destinazione d’uso, soprattutto quando si deve applicare sulle mucose, anche se generalmente risulta ben tollerato. E’ buona norma provare, con piccole quantità e superficie limitata, la reattività individuale. L’olio non dovrebbe essere utilizzato su pelle lesa o su zone colpite da rossori di origine non fungina. Importante è la conservazione degli olii e delle sostanze medicamentose in generale; nel caso specifico dell’olio di melaleuca, se viene esposto al sole o sottoposto a calore, diventa tre volte più irritante. Come tutti gli oli essenziali, si esclude la sua somministrazione per bocca, in età pediatrica, in gravidanza e in allattamento.

Vi lascio con una curiosità: l’albero di melaleuca era conosciuto già nel 1700. Si sa infatti che lo consumavano al posto del tè durante le spedizioni dell’esploratore Cook.

Fonti:

Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Enrica Campanini.

Bruneton J., 2009

Camporese A.

Syed TA, Qureshi ZA et al., 1999, Treatment of toenail onychomycosis with 2% butenafine and 5% Melaleuca alternifolia (tea tree) oil in cream

Buck DS, Nidorf DM, Addino JG, 1994, Comparison of two topical preparations for the treatment of onlychomycosis: Melaleuca alternifolia (tea tree) oil and clotrimazole