Silybum marianum, meglio conosciuto come cardo mariano, è una pianta erbacea medicinale, appartenente alla famiglia delle Asteracee. L’intera pianta arriva a 150 cm di altezza, compreso il fiore, è spinosa e glabra in tutte le sue parti. Il frutto si chiama achene e matura in piena estate.

La sua presenza selvatica è in tutte le regioni del Mediterraneo, dal mare fino alla zona submontana, più raro al Nord, più comune nelle regioni del Centro, del Sud e nelle isole.

 

Il suo utilizzo in campo medico è molto diffuso. I suoi frutti sono la parte di più grande interesse, in quanto contengono la silimarina con i suoi isomeri, che vantano attività protettrice e rigenerativa a livello dell’epatocita, la cellula funzionale del fegato. Hanno una riconosciuta azione contrastante

gli effetti epatolesivi di svariati agenti epatotossici, sia naturali sia sintetizzati chimicamente.

 

Funziona con una doppia modalità. Diverse esperienze di laboratorio dimostrano che la silimarina possieda un sito d’azione sulla membrana cellulare dell’epatocita, che rende assai difficile la penetrazione delle sostanze tossiche all’interno della cellula, che stabilizza la membrana stessa e inibisce la formazione di radicali liberi detti perossidi, tossici per le normali strutture di membrana. La seconda modalità è a livello del nucleo dell’epatocita, dove, se il processo degenerativo è ancora reversibile, stimola la sintesi di RNA (acido ribonucleico), a cui consegue un aumento dei processi riparativi.

Nel 2002 l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) riconobbe l’uso dell’estratto standardizzato di silimarina (al 70%) per trattare le intossicazioni epatiche e come adiuvante nelle epatiti e cirrosi epatiche. È anche segnalato che la silimarina può contribuire a migliorare il controllo della glicemia. Nei frutti è contenuta anche la tiramina, alla quale si attribuisce l’azione tonico-vascolare capace di aumentare la pressione sanguigna. Attenzione quindi ad utilizzarla nelle persone che soffrono di ipertensione.

 

Fino ad ora si è parlato del principio attivo principale ma è bene ricordare che molto importante èil ruolo del fitocomplesso (l’insieme di tutti i principi attivi presenti nel frutto) perchè si equilibrano e si rafforzano a vicenda. E proprie del fitocomplesso sono le proprietà amaro-tonico-coleretiche, che migliorano i processi digestivi e disintossicanti, azioni per le quali il cardo è molto conosciuto nell’utilizzo comune.

 

È un rimedio solitamente ben tollerato, a meno che non si abbiano allergie note alle piante della famiglia delle asteracee. È stato segnalato che teoricamente la silimarina può accelerare l’eliminazione degli estrogeni, quindi non dovrebbe essere somministrata a donne che fanno uso di contraccettivi orali o di terapia ormonale sostitutiva.

 

Fonte:

Comelli MC, Mengs U et al., 2007, Toward the Definition of the Mechanism of Action of Silymarin: Activities Related to Cellular Protection From Toxic Damage Induced by Chemotherapy

 

Huseini HF, Larijani B et al., 2006, The Efficacy of Silybum marianum (L.) Gaertn. (Silymarin) in the Treatment of Type II Diabetes: A Randomized, Double-blind, Placebo-controlled, Clinical Trial