Questa importantissima pianta medicinale ha sempre amato le regioni mediterranee, crescendo selvatica su scarpate e terreni incolti ma è anche coltivata in molti giardini.

Il seme germina molto facilmente, dando vita ad una pianta dalla incredibile vitalità, caratterizzata da gambi ramificati alle cui estremità fioriscono bellissimi capolini di un giallo-arancio carico, che seguono il sole durante il giorno. Il suo nome deriva dal latino Calendae, il primo giorno del mese, e ne indica l’abbondante fioritura ogni mese dell’anno.

 

La pianta mostra ottime proprietà antiflogistiche a livello topico; è utilizzata nel trattamento di eczemi, bruciature, infiammazioni e ulcerazioni per facilitare i processi rigenerativi e di epitelizzazione.  Presenta inoltre proprietà antimicrobiche dirette contro alcuni batteri gram-positivi. È segnalata anche l’azione cicatrizzante, in quanto la calendula è in grado di aumentare il metabolismo di glicoproteine, nucleoproteine e proteine del collagene durante la fase di rigenerazione cutanea. Le mucillagini della calendula svolgono un’azione specifica filmogena e protettiva.

Utilizzo molto interessante è quello della calendula nella cura dell’insufficienza venosa, nella profilassi delle piaghe da decubito e nella cura di esse. Il fitocomplesso infatti riduce l’infiammazione a livello di cute e mucose e migliora la vascolarizzazione. Nella cura delle piaghe da decubito si deve evitare ovviamente l’uso diretto sulla ferita, ma delicatamente si può applicare un impacco sulla zona circostante al tessuto di granulazione per accelerare la rigenerazione, per ostacolare l’infiammazione e l’infezione da staffilococchi.

I preparati di calendula ad uso topico sono anche utili per prevenire micosi causate dal sudore, ad esempio, nelle zone interdigitali dei piedi ma anche a prevenire le dermiti da radioterapia.

 

Meno noti ma molto interessanti sono gli utilizzi della pianta ad uso interno.

I polisaccaridi della calendula mostrano attività immunostimolante ed antivirale. Già in passato veniva infatti usata per trattare sindromi da raffreddamento, nelle infezioni erpetiche e cutanee.

I flavonoidi invece sono responsabili delle proprietà emmenagoghe oltre che antidismenorroiche; ristabilisce il flusso mestruale, regolarizza il ciclo e ne riduce i fenomeni dolorosi. Può contrastare anche l’ipertensione che compare in menopausa.

I saponosidi presenti nel fitocomplesso hanno proprietà coleretiche note già nella medicina popolare, che usava la calendula per trattare patologie del fegato o delle vie biliari, e ipolipemizzanti, perchè contribuiscono ad abbassare la quantità di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Non sono segnalati effetti collaterali e tossici, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale, né interazioni farmacologiche.

 

Bibliografia:

  1. dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Enrica Campanini, III edizione 2012
  2. Capasso F., Capasso R., 2009, La Calendola un rimedio da approfondire
  3. Le piante medicinali per la cura delle malattie, volume 1, wilhelm pelikan, natura e cultura editrice