Betula Alba per Linneo, Betula Verrucosa per Ehrhart e Betula Pendula per Roth: sono tutti sinonimi della pianta da noi conosciuta come Betulla bianca o Betulla odorata.

Con il suo tronco rivestito di questa patina argentata, sembra una colonna di luce. In tedesco la parola birke, che significa betulla, potrebbe derivare dalla parola celtica Berchta, che significa proprio “magnificente” e indica ciò che brilla di luce.

E’ tipica delle foreste chiare e dei boschi nordici, perchè predilige l’alternanza ritmica di giorni molto lunghi e notti molto lunghe. Può arrivare fino a 30 metri di altezza, ma la cima dell’albero rimane incompiuta, sempre giovane, non si fissa in una forma precisa.

Prima di parlare dell’utilizzo medico, che è quello che interessa soprattutto a farmacisti e medici, bisogna fare ancora un accenno di botanica. La betulla separa due processi fisiologici che solitamente nel mondo vegetale confluiscono: l’assorbimento di sale e la formazione di proteine. I sali, soprattutto quelli di potassio, si trovano nella linfa e nella corteccia, dandole il colore bianco caratteristico, mentre la foglia contiene proteine praticamente esenti dalle salinità.

Si useranno quindi le foglie come rimedio per gotta (in quanto favorisce l’eliminazione di acido urico), reumatismi, ma anche per prevenire la formazione di calcoli renali e come mezzo di drenaggio nelle patologie batteriche ed infiammatorie delle vie urinarie. La betulla in foglie è un rimedio molto utile anche contro la cellulite, proposta già da Leclerc, perchè eliminando acido urico e colesterolo si riduce la formazione di noduli fibrosi, che la caratterizzano. Si ottengono inoltre effetto diaforetico (favorisce la sudorazione) e diuretico (aumento della quantità di urina), quest’ultimo caratterizzato da eliminazione di acqua e non di sali.

La corteccia è utilizzata per la preparazione di pediluvi utili a contrastare la sudorazione eccessiva dei piedi oppure, una volta distillata, viene utilizzata nella cura di affezioni cutanee o nelle artralgie.

Da segnalare in gemmoterapia la linfa di betulla 1DH: ricca di sali di potassio, calcio, manganese e magnesio, ma anche di zuccheri, perchè funzionalmente è ciò che porta nutrimento alla pianta, foglie in particolare, e di amminoacidi, che determinano una azione tonica in chi li assume. La principale indicazione della linfa di betulla è il trattamento della cellulite perchè in grado di contrastare la componente dolorosa e la ritenzione idrica. Vanta anche un’azione ipocolesterolemizzante . Per queste sue caratteristiche può rientrare anche in schemi terapeutici nel trattamento di sovrappeso.

In letteratura non sono segnalati effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una ipersensibilità individuale. Si avvisa di non utilizzarlo in presenza di edemi causati da insufficienza cardiaca e/o renale, attenzione a chi fa già uso di farmaci diuretici, anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici.

Tra le forme farmaceutiche più usate, il decotto e la tintura madre sono le più utilizzate.

 

Fonti:
Davidov M.I., Gourinov V.G., Kubarikov P.G., 1995, Phytoperfusion ofthe bladder after adenomectomy, Urol. Nefrol.
Proserpio G. et al.
Campanini E., Manuale Pratico di gemmoterapia